🌒 Halloween: la notte delle ombre — un appello alla luce
di Pamela Plowden, PhD
C’è un tempo dell’anno in cui il velo tra i mondi si assottiglia fino quasi a dissolversi. È la notte di Halloween, anticamente chiamata Samhain, la soglia oscura che separa il vecchio dal nuovo ciclo, la vita dalla morte, la luce dalle tenebre.
Molti, oggi, la vivono come una festa allegra, un’occasione per travestirsi e scherzare. Ma dietro le maschere e i sorrisi di plastica, qualcosa si muove. Qualcosa di più antico, più denso, più inquieto.
Ogni anno, in questa notte, accadono fatti strani e gravi, in Italia e nel mondo. Cronache piene di incidenti inspiegabili, incendi improvvisi, risse, sparizioni, e perfino atti di violenza rituale che spesso i telegiornali liquidano come “casualità”.
Eppure chi conosce la simbologia energetica lo sa: quando le vibrazioni si abbassano, quando milioni di persone evocano inconsapevolmente figure oscure, le porte del mondo sottile si aprono.
Ciò che si invoca, risponde. Sempre.
Basta osservare: quanti episodi drammatici si concentrano tra il 30 e il 31 ottobre?
Quanti ragazzi si fanno male durante feste improvvisate?
Quanti adulti perdono il controllo, ubriachi di un’energia che non capiscono?
E quante notti di Halloween sono state segnate da catastrofi naturali, attentati, o eventi collettivi di caos e paura?
Non è suggestione. È il linguaggio dell’universo che ci avverte: questa non è una notte qualsiasi.
È la notte in cui il male si traveste da gioco.
Ecco perché invito tutti — genitori, nonni, insegnanti, operatori spirituali — a riflettere:
non permettiamo ai nostri bambini di indossare maschere di morte, di truccarsi da demoni, di recitare formule che inneggiano a ciò che è oscuro.
Ogni parola pronunciata, anche “per scherzo”, ha un’eco energetica.
Ogni simbolo evocato richiama la forza che rappresenta.
Non si gioca con l’ombra.
Non si scherza con ciò che può restare attaccato all’anima.
Halloween non è una festa innocente.
È un portale, e come ogni portale, chiede rispetto e silenzio.
La nostra cultura moderna ha dimenticato che la notte del 31 ottobre era, un tempo, una veglia sacra. Gli antichi Celti restavano in casa, accendevano una candela per i propri defunti e non uscivano.
Non travestivano i bambini da streghe o demoni.
Pregavano. Si purificavano.
Attendevano la luce dell’alba di Ognissanti, la festa della vittoria del bene.
Ecco il messaggio che oggi dobbiamo recuperare.
Restate in casa. Spegnete il televisore, non cedete all’invito del caos.
Accendete una candela bianca, recitate un Padre Nostro o la preghiera che vi è più cara, e invocate la Luce.
Proteggete la vostra casa con un ramoscello di ulivo, del sale grosso agli angoli, e qualche goccia di olio benedetto o essenza di incenso.
Non lasciate che i bambini celebrino il male travestito da divertimento.
Insegnate loro la verità: che la vera magia è quella della luce, della gratitudine, del rispetto per i vivi e per i defunti.
Spiegate loro che non serve inseguire il brivido delle tenebre per sentirsi vivi, perché la forza più grande è quella che nasce dal cuore puro, non dalla paura.
In questa notte, gli spiriti delle ombre camminano. Ma anche le anime di luce osservano.
Scegliamo da che parte stare.
Non apriamo le porte all’oscurità.
Chiudiamoci nella preghiera, nella pace, nel silenzio sacro dell’attesa.
E quando il primo sole dell’1° novembre sorgerà, sentiremo l’energia cambiare: la luce che ritorna, gli spiriti che si quietano, l’aria che si fa chiara e leggera.
È il giorno dei Santi, il trionfo della purezza.
Che questo messaggio raggiunga chi è pronto ad ascoltare:
non cedete al fascino dell’ombra, perché il male si nutre di distrazione.
Scegliete la luce, proteggete la vostra casa, e ricordate che la fede, la coscienza e l’amore sono le armi più potenti che esistano.
✨ Chi resta saldo nella luce non teme la notte.
W la Luce, abbasso le Tenebre.
— Dr.ssa Pamela Plowden, PhD
Parapsicologa, Counselor, Ricercatrice in Energie Sottili e Difesa Spirituale

